Gatti abbandonati, alla scoperta dell'isola in Brasile
Non tutti sanno che in Brasile c’è un posto in cui i proprietari di gatti scelgono di abbandonarli. Non sappiamo se questo gesto sia fatto perché le persone ritengono di fare la scelta giusta, siamo certi però che si tratta di una soluzione per niente positiva per questi animali.
Il dramma pandemico ha comportato tantissimi disagi a livello sociale e familiare, ha diviso intere famiglie e le persone dai loro animali domestici, dando luogo a un incremento del randagismo impressionante. È in conseguenza di ciò che in Brasile è stata ideata una soluzione veloce, che consiste nell’abbandonare al loro destino i loro gatti su una terra circoscritta dal mare.
La realtà dei gatti abbandonati in Brasile

L’isola dei gatti abbandonati si chiama Isla Furtado e si trova al largo della costa orientale brasiliana, fa parte sia della Costa Verde sia del Mangaratiba; è lembo di terra di circa 5 km di diametro, non presenta spiagge ma solo una fitta e inospitale giungla, dove non c’è alcuna fonte di acqua potabile.
Abbandonare i gatti in un’isola priva di qualsiasi realtà adatta a loro, è la soluzione adottata da numerosi brasiliani: qui non solo non viene dato aiuto a livello alimentare o curativo, ma non è neppure presente alcuna fonte di acqua potabile.
I felini sono letteralmente abbandonati al loro destino
Gli animali si ritrovano in un posto che non conoscono e dove non sanno come sopravvivere, dopo aver vissuto in un ambiente domestico fino a quel momento. A rendere il fatto ancora più grave sono le scarse condizioni igieniche e sanitarie che espongono i gatti a infezioni e malattie di vario tipo.
I gatti non si sanno arrangiare una volta abbandonati sull’isola e per sopravvivere generano ulteriori squilibri nella catena alimentare di un luogo di cui non fanno parte, cacciando qualsiasi preda capiti sotto tiro. Il rischio è quello di provocare una riduzione della popolazione animale del posto e a loro volta, di essere vittime dei grandi predatori.
Per un gatto domestico ritrovarsi abbandonato da un momento all’altro in un territorio selvatico, sconosciuto e lontano dalla propria casa, è crudele e disumano.
Come si è arrivati alla soluzione dell’isola dei gatti?

Sembra che tutto abbia avuto inizio nei primi anni ’50, quando una famiglia scelse di trasferirsi a Isla Furtado, senza riuscirvi e decidendo di abbandonarvi i propri gatti domestici.
Con il tempo i gatti si sono moltiplicati, soprattutto a causa del fatto che tante persone hanno scelto di lasciarvi i propri. A causa degli abbandoni e della riproduzione veloce dei felini, nel giro di qualche decennio gli animali si sono moltiplicati in modo preoccupante: si calcola che nel 2012 i gatti fossero 250 e in pochi anni siano diventati 750.
Vista la drammatica situazione che ha riguardato tanti gatti, associazioni, popolazione e volontari si sono organizzati per aiutarli: si è dato luogo quindi a un intenso processo di adozioni e sterilizzazioni, si è proceduto con la creazione di rifugi e abbeveratoi per raccogliere l’acqua piovana e infine, per portare costantemente cibo tramite spedizioni ai poveri animali. Tutto ciò, per un po’, ha riportato la situazione sotto controllo.
La pandemia del 2020 ha drasticamente peggiorato il problema, soprattutto in virtù del fatto che il Brasile è stato pesantemente colpito dal Covid-19. In questo periodo i gatti sono stati nuovamente abbandonati al loro destino e privati di cibo e medicinali, a causa del timore dei contagi che portava le persone a restare chiuse in casa.
Piano d’azione post Covid-19
I residenti e non solo, hanno reagito prendendo coscienza della situazione, così da limitare la sofferenza inflitta ai poveri felini. Oggi, abbandonare i gatti sull’isola è considerato reato, punito con pena pecuniaria e carcere. Infine, sono state installate telecamere di sorveglianza per monitorare l’isola dal sito web e sono stati censiti e sterilizzati gli animali.
Lascia un commento