Tutto quello che c'è da sapere sulle leonesse e le sue caratteristiche
Il mondo delle leonesse è molto affascinante: oltre a essere animali prestanti e forti, infatti, sono anche dotate di grandi capacità schematiche e organizzative, necessarie soprattutto da quando l’uomo ha interferito con il loro habitat e ne ha reso ardua la sopravvivenza.
Le madri si prendono cura dei propri figli fino ai 3 anni d’età, dopo di che entrano nuovamente in calore lasciando diventare indipendenti i maschi; tuttavia, fino a quel momento usano la loro acuta intelligenza per proteggerli come poche madri di altre specie sanno fare.
Le madri si prendono cura dei propri figli fino ai 3 anni d’età, dopo di che entrano nuovamente in calore lasciando diventare indipendenti i maschi; tuttavia, fino a quel momento usano la loro acuta intelligenza per proteggerli come poche madri di altre specie sanno fare.

Le strategie delle leonesse per proteggere la prole
Quando la leonessa entra in calore si accoppia con più esemplari maschi e probabilmente questa è già una strategia di protezione materna, visto che nel corso della vita si riproduce dalle 20 alle 40 volte, garantendo la variabilità genetica. Questo schema si rivela fondamentale soprattutto perché i casi di infanticidio di cuccioli di leone sono alquanto frequenti.
Se da un lato le leonesse affrontano la gravidanza tutte insieme, aumentando così la possibilità di far sopravvivere i figli, dall’altro si rintanano per partorire lontano dal branco, nascondendo la prole e cambiando tana ogni due settimane circa.
La media di una cucciolata è di 4 figli, che nascono ciechi e restano tali per i primi 3-11 giorni di vita e dopo circa 8 settimane, finalmente, la madre li inserisce nel branco.
La leonessa alleva i cuccioli fino ai 3 anni d’età
La gestazione di una leonessa si aggira intorno ai 105-110 giorni, dopo il parto la madre allatterà i figli per 8 mesi: durante i primi 3 anni d’età le madri si occuperanno esclusivamente della prole. Ciò vuol dire che in questo periodo non andranno in calore e considerando che i parti delle leonesse dello stesso branco hanno luogo nel medesimo periodo, tra le madri si creerà una sorta di comunità basata sulla protezione, sulla cura e sull’aiuto reciproco. È grazie a questo mutuo soccorso che una leonessa può ritrovarsi ad allattare i cuccioli di un’altra madre.
La leonessa difende la prole dagli attacchi
Nella savana le condizioni di vita sono molto difficili, soprattutto a causa della scarsità di cibo e delle aggressioni di altri animali, per questo motivo il 40-80% dei cuccioli muore prima di compiere 1 anno. Spesso, ad attaccare i cuccioli sono leoni maschi di altri branchi che cercano femmine con cui accoppiarsi: per prima cosa vengono attaccati i maschi adulti e in caso di vittoria, i nuovi arrivati uccidono i cuccioli.
Il massacro della prole sembra sia finalizzato a rendere disponibili le leonesse a trasmettere i geni degli aggressori, tuttavia, le madri saranno pronte a sacrificare la loro vita pur di difendere i propri figli e quelli delle altre leonesse del branco.

Le leonesse accettano l’infanticidio
Mentre i leoni africani praticano comunemente l’infanticidio, quelli asiatici adulti di Gir, in India, vivono in gruppi dello stesso sesso.
Le leonesse asiatiche infatti usano territori esclusivi, mentre i maschi si sovrappongono alle aree ricche di femmine: prima di concepire, queste ultime si accoppiano con maschi di diversi branchi. Questa promiscuità impedisce di attribuire la paternità e fa sì che le coalizioni maschili vicine, per quanto ostili tra loro, tollerino le cucciolate.
Rispetto ad altri branchi di animali quello dei leoni si distingue per capacità organizzative meticolose e sofisticata intelligenza.
Lascia un commento